FONOTECHE, ARCHIVI E BIBLIOTECHE MUSICALI IN CALABRIA
 

Nel bollettino n. 3 edito nel 1971 associazione Internazionale Biblioteche Musicali ("Fontes Artis Musicae") Claudio Sartori indicava 249 enti nei quali, in Italia, erano stati individuati fondi musicali e vi erano stati catalogati, anche al di là delle biblioteche musicali propriamente dette, cioè quelle dei conservatori e degli istituti musicali. Erano, cioè, inseriti in "Fontes" anche i documenti musicali custoditi presso biblioteche generali, archivi di stato, musei, fondazioni, biblioteche ecclesiastiche, conventi, chiese, biblioteche private. La ricerca, anni dopo, ha dato risultati buoni al punto tale da raddoppiare quasi il numero dei fondi librari catalogati. In generale, la tendenza di maggiori concentrazioni di patrimonio biblio-musicale al nord risulta confermata, come risultano confermate, al sud, le due ricche eccezioni di Napoli e di Palermo. La situazione calabrese merita un discorso a se stante. Va rilevato che i fondi musicali esistenti nella regione, sono stati a tutto oggi oggetto solo di parziale catalogazione ne è stato definito il processo di ricerca, fuori regione, dei materiali musicali che hanno avuto attinenza con la storia musicale calabrese, con i musicisti calabresi, con le attività musicali delle cappelle scoperte nell'ambito regionale, con quella musicale di intrattenimento che si svolgeva all'interno dei palazzi nobiliari e con le altre numerose occasioni per fare musica registrabile nel tempo presso i vari centri calabresi. Meriti indubbi vanno al lavoro di schedatura dei beni musicali calabresi effettuati dall'IBIMUS. L'Istituto di Bibliografia Musicale avente sede presso il Conservatorio di Vibo Valentia, a sua volta sede di una Biblioteca specializzata, ha censito fondi musicali situati in tutto il territorio calabrese, in archivi privati, eccelsiastici e pubblici: dagli Archivi delle Cattedrali di Possano e Tropea alla Biblioteca del Convento dei Padri Domenicani di Soriano Calabro, dall'Archivio Storico del Comune di Reggio Calabria alla Biblioteca Civica di Cosenza, depositarla di 23 codici liturgici provenienti dai locali Conventi di S. Francesco d'Assisi e S. Domenico. Materiali e cimeli riguardanti i due grandi musicisti Manfroce e Cilea si trovano presso la Casa della Cultura "D. Repaci" Palmi, (vi è, fra l'altro, una copia della "Scuola Musicale di Napoli e dei suoi conservatori" appartenuta a Francesco Cilea). Sicuramente pregevole la dotazione librario-musicale del Fondo Creazzo di Cinquefrondi. A Cosenza oltre alla Sezione musicale della Biblioteca Nazionale ed alla Biblioteca del Conservatorio (ma va citata, al riguardo, anche quella del Conservatorio di Reggio Calabria) è attivo altresì l'Archivio Discografico Centro di Documentazione Sonora del CJC, biblioteca privata ma soprattutto fonoteca e centro di documentazione sonora, ricco di diverse centinaia di migliala di dischi, in parte rari o di diffìcile reperimento questo archivio, oggi, è il più grande del Centro Sud Italia e uno tra i più grandi d'Europa.