BIOGRAFIA DI NICOLA MISASI
Nicola Misasi nacque a Cosenza il 4 maggio 1850 da una famiglia originaria di Paterno Calabro (un silenzioso paese della provincia, a 740 metri sul livello del mare, posto nei contrafforti appenninici che si trovano dirimpetto alla Sila) e morì a Roma nel 1923.L’elemento geografico ha molto influenzato la vena narrativa di Nicola Misasi che si trattenne in quel paese fino all’adolescenza. A dodici anni smise gli studi per il suo carattere turbolento e insofferente della disciplina scolastica. Fu in realtà un letterato senza un titolo di studio, avendo conseguito soltanto la promozione durante il ginnasio e ben presto si dedicò ad autonoma ed intensa attività di studio. La sua cultura era disorganica ma vastissima. Misasi fu poeta e narratore, giornalista e conferenziere, presto abbandonò la vita cosentina ma progettò al di fuori dell’ambiente natale la vita morale e civile della propria terra. Sposò nel 1874 una ragazza di Vibo Valentia appartenente alla famiglia dei Galati che morì nel 1886 dopo aver dato alla luce quattro figli. Il 1879 è la data ricollegabile all’opera Leggende liriche. Nel 1880 lo scrittore calabrese si trasferì a Napoli dove strinse amicizia con il più qualificato ambiente artistico ricevendo la stima di Matilde Serao, Eduardo Scarfoglio, Gabriele D’Annunzio, Rocco De Zerbi, Martino Cafiero e Salvatore Di Giacomo. Durante il suo soggiorno napoletano collaborò con Cafiero, direttore del “Corriere del Mattino”. L’amicizia di quei letterati gli aprì le porte alla collaborazione a “Il Corriere di Napoli” e al “Fortunio” che sfociò nella pubblicazione dei suoi più importanti romanzi, quali nel 1881 Racconti Calabresi tradotti in tedesco nel 1882 col titolo Kalabrische novellen van. Nello stesso anno lo scrittore cosentino si trasferì a Roma per collaborare al “Fanfulla della Domenica”, insieme a Ferdinando Martini e alla “Domenica Letteraria”, con un gruppo di racconti che saranno poi raccolti col titolo In Magna Sila, editi prima da Sommaruga nel 1883 e poi da Bideri di Napoli nel 1905. Nello stesso anno pubblicò presso Sommaruga Marito e Sacerdote ritenuta dalla critica una delle opere migliori della produzione misasiana. Collaborò inoltre al “Don Chisciotte” e alle “Cronache Bizantine” e pubblicò Suor Maria Crocefisso, Vallone di Rovito, Mentre piove e un suo lavoro teatrale in un atto, Mastro Giorgio. Con il fallimento dell’editore Sommaruga, tutto ciò che gravitava intorno a quella impresa editoriale si disperse e perciò Misasi ritornò a Cosenza, ricco di esperienze che affineranno ancora di più il suo stile. Ferdinando Martini, fondatore della “Domenica del Fracassa”, volle Misasi fra i collaboratori fissi e in più lo nominò nel 1884 ordinario di letteratura italiana nei licei, con destinazione Monteleone, (l’odierna Vibo Valentia), dove rimase fino al 1893. Nel 1894 si trasferì al liceo “Bernardino Telesio ” di Cosenza, dove vi concluse la sua carriera nel 1921, due anni prima della morte. Durante la permanenza a Monteleone, pubblicò Anima Rerum. Tra il 1889 e il 1891 diede alle stampe sul “Corriere di Napoli”: Il dramma di Pizzo, Il Castello di Cosenza, Il Castello di Corigliano, Sibari, La Sila, Il Crocefisso de la Renella, La cupa di Tiriolo. Gli anni che vanno dal 1889 al 1911 furono quelli nei quali fu intenso il suo lavoro di scrittore e la sua fama travalicò le frontiere, come nel caso del romanzo Il gran bosco d‘Italia, La mente e il cuore di S.Francesco di Paola, anch’esso tradotto in inglese col titolo di The mind and heart of San Francesco di Paola. In questo periodo furono pubblicati uno dopo l’altro: Frate Angelico 1892, L’Assedio di Amantea 1893, Massoni e Carbonari 1904, Carmela 1899, La badia di Montenero, Briganteide 1906, Devastatrice 1907, Il Tenente Giorgio 1911, Sua maestà la Regina 1911. Misasi svolse anche il lavoro di critico come nella Poesia erotica di Padula. Dal 1911 tenne unaserie di conferenze: a Tunisi, Verona, Venezia, Perugia, Milano, Udine e Belluno nelle quali esaltò le virtù di un popolo generoso, il popolo calabrese. Visse gli anni della prima Guerra Mondiale, dal 1914 al 1922, in una casetta a S. Fili, paesino alle porte di Cosenza, dedicandosi allo studio e all’insegnamento che lasciò nel 1921. Furono anni sereni nel silenzio sanfilese, non smise di scrivere, infatti consegnò nel 1921 la sua ultima opera: Il dottore Andrea. Nel 1922 si trasferì a Roma, per stare accanto ai propri figli. Lì continuò la sua attività di scrittore. Sappiamo di un Romanzo nella storia, con forte incidenza di elementi autobiografici e di un secondo scritto, Il tesoro di Alarico. Il primo non fu ritrovato, dell’altro invece esiste un manoscritto. Misasi fu massone, critico,giornalista e fu un grande raccoglitore di leggende, superstizioni, costumi, storie della Calabria, dalle quali nacque sia la sua saggistica che la sua narrativa. La sua vita fu tutta rivolta ad innalzare un monumento eroico alla Calabria e ai suoi uomini.